#Game(r)boy15: "Robot, space opera e come utilizzare la plastica in maniera intelligente"

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Quelli nati nei ‘70 ricorderanno nomi altisonanti come alabarda spaziale o lame rotanti, associati a colorati robottoni alti come un palazzo, di solito tinteggiati con gradazioni diverse ma sempre sulle tonalità del giallo, rosso e nero (più o meno): Mazinga Z, Daitarn 3, Ufo Robot (!).

Ricordiamo forse un Jeeg Robot un po’ più azzardato nel cromatismo perchè sfoggiava un bel colore giallo-verde, insomma si distingueva dalla massa…

Le storie, al contrario, non è che ce le ricordiamo proprio bene, perchè erano un po’ tutte simili: i cattivi alieni vogliono il nostro pianeta e ci invadono, più o meno ad libitum fino all’ultima puntata..sfoggiando, bisogna ammetterlo, una notevole varietà di accoliti più o meno cornuti (nel senso di dotati di corna), raggi laser, spade fiammeggianti, tentacoli e chissà cos’altro.

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Poi negli anni’80 i robottoni un po’ hippy si tramutarono in personaggi dalla personalità decisamente più spiccata, con trame delle storie di un certo appeal (in alcuni casi grazie allo zampino della Marvel): così arrivarono i Transformers, Voltron e Robotech.

Oggi però senza farvi la storia dei robot dalla preistoria ai giorni storia, attività che lasciamo al nostro amico Fabrizio Modina e alla sua Super Robot Files di Edizioni BD, volevamo parlarvi di un anime uscito nel 1979, dal titolo Mobile Suit Gundam, epigono di una saga che continua anche 40 anni dopo.

Nota di colore: possiamo addirittura vantare l’Italia come il secondo paese assieme ad Hong-Kong dove sono atterrati i simpatici mecha giapponesi della serie.

Gundam ha una trama molto più complessa rispetto agli anime che abbiamo citato agli inizi: una trama intrecciata, con personaggi secondari, combattimenti spettacolari e colpi di scena...44 tra serie e film tv rendono bene l’idea del perchè sia considerato una space opera.

Contiamo anche 16 serie manga, 6 libri, un centinaio di videogiochi e soprattutto i famosi Gunpla (ガンプラ): anche se siete delle capre in ambito modellistico e anche se preferite le boutique di Prada ai negozi della Games Workshop, nella vostra vita quasi certamente vi sarete imbattuti in uno dei celeberrimi modellini da costruire della saga in questione (peraltro a Tokyo ne trovate uno in bella mostra in scala 1:1). I Gunpla sono modellini da montare ad un prezzo spesso abbastanza accessibile e che non richiedono capacità tecniche particolarmente elevate: come ogni prodotto giapponese sono colorati, essenziali e fruibili al massimo, li trovate in diverse scale e con livelli di dettaglio via via crescenti, ovviamente di pari passo con il relativo prezzo!

Noterete ahinoi che in tutto questo lungo elenco non abbiamo citato i boardgame...ovviamente, manco a dirlo, ne esistono una carrettata, di solito editi in pura lingua nipponica da Bandai o Tsukuda Hobby, perlopiù titoli mai arrivati sul mercato americano, figuriamoci su quello italiano.

I giochi in questione variano dall’orrido, all’incomprensibile (causa lingua) fino all’inclassificabile. Esiste un Gundam: Obbiettivo Terra edito da Giochi Preziosi, ma non abbiamo più di tante informazioni in merito...abbiamo qualche dubbio che fosse proprio un capolavoro.

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Uno da consigliarvi per mettervi nei panni di Amuro Ray o Char Aznable senza dover imparare hiragana o katakana chiaramente lo abbiamo trovato: è un titolo auto-prodotto e disponibile liberamente per il download print and play sul sito Boardgamegeek. L’autore è il game designer David Cheng, il titolo è: Mobile Suit Gundam: One Year’s War; è un wargame tattico con i protagonisti del vostro anime preferito, per 2 giocatori e una grafica migliore di molti prodotti che trovate sugli scaffali, a pagamento.

Adesso, vi salutiamo perchè il gatto si è appena addormentato sul già citato Super Robot Files di Modina e con la zampa è riuscito ad avviare Gundam Unicorn su Netflix...ciao a tutti!

#Game(r)boy14: "Parlando di draghi d'oro e di piani dell'esistenza"

Ok...parlare di D&D nel nostro settore è un po’ come affrontare l’esegesi di un testo sacro a caso.

D&D non ha una storia millenaria ma i suoi 40 e più anni di esistenza sono estremamente vissuti, con una produzione letteraria e di manualistica assortita che pensiamo non abbia eguali nella storia del gaming.

Nel corso degli anni abbiamo sentito i pareri più disparati su questo capostipite dei gdr: c’è chi lo adora, c’è chi lo odia e c’è anche chi utilizza sistemi di gioco nati da varie costole di D&D ed evolutisi separatamente in ambientazioni e meccaniche completamente diversi (Pathfinder per dirne uno a caso o in alternativa sceglietene uno voi tra le miriadi che utilizzano il sistema di gioco d20).

In ogni caso chi di noi c’era in quella lontana preistoria ludica si ricorderà l’emozione di aprire quella scatola rossa con un drago d’oro disegnato dal maestro Larry Elmore e lo stupore di trovarci dentro un mondo di sogno sottoforma di due agevoli manuali (uno per il giocatore e uno per il Dungeon Master), il tutto accompagnato da 6 dadi poliedrici colorati: sarebbe curioso avere un dato su quante persone sono state “contaminate” dal morbo di D&D.

Già, perchè quella scatola era solo un trampolino di lancio verso un mondo che, per chi abitava in Italia, era molto ristretto (fino alla seconda metà degli anni ‘90), ma per chi masticava un po’ di inglese e poteva permettersi le spese di importazione dagli Stati Uniti, c’era un intero universo da esplorare o meglio più universi o meglio ancora svariati piani dell’esistenza in cui viaggiare (l’espansione Planescape magari vi dice qualcosa)… dopotutto dove lo trovate un gioco in cui ambire a raggiungere il livello Immortal?

D&D e il suo inventore Gary Gygax hanno seminato qualcosa di nuovo che è poi germogliato nel corso degli anni dando vita a praticamente tutto quello che è ludico ai giorni nostri; è un punto d’inizio per tutto ciò che è nerd… se avete visto Stranger Things sapete perfettamente da dove nasce l’intera storia, così, tanto per buttare lì della cultura pop a caso!

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Tralasciamo di parlare poi dei vari prodotti di contorno: i romanzi di Dragonlance, quelli con protagonista Drizzt Do’Urden di R.A. Salvatore, i videogiochi della SSI (capostipiti a modo loro di un genere), il triste card game Spellfire e il più pimpante Dragonfire uscito l’anno scorso… non parliamo dei cloni chiaramente, perchè richiederebbe una tesi di laurea a sè stante.

Tornando a D&D, il nostro, dalla sua versione originale con le italiane scatole rosse, blu, azzurre e nere, si è poi evoluto in una versione advanced (effettivamente più complessa e dettagliata), rivista e corretta in una seconda versione con manuali rilegati e illustrazioni d’essai agli inizi dei ‘90.

Poi è arrivato Magic con l’ondata dei giochi di carte ed è tutto un po’ cambiato, con danarose galline da spennare (D&D) che a un certo punto non erano più così redditizie, autori in fuga, brutte trasposizioni cinematografiche (nonostante la presenza di Jeremy Irons) e le versioni dei manuali 3.0, 3.5 e 4.0...quest’ultima in particolare utile per accendere il fuoco del caminetto nei giorni d’inverno.

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Poi, quando tutto sembrava finito e trasformato in una vendita al dettaglio di miniature colorate, la Wizkids, titolare dei diritti di D&D, capendo dopo più di una decade cosa aveva in mano ha finalmente dato alle stampe la nuova versione 5.0 dei manuali base: un gradito ritorno alle origini e un miglioramento di quelle regole un po’ old school che gli “anziani” rimpiangevano da tempo. Con qualche anno di ritardo, as usual, i manuali sono arrivati anche in Italia, ringraziando Asmodee e adesso si possono finalmente riprendere mantello, tomo della magia, asce e spadoni a due mani per fracassare qualche bel mostrone di infimo livello, con lo stesso entusiasmo di tanto tempo fa.

Molti di coloro che all’epoca hanno aperto la famosa “scatola rossa” ormai saranno diventati grandi, presunti adulti, alcuni con relativi mogli/mariti e figli vari, ma probabilmente, grazie a quel “sense of wonder” di tanti anni prima, il morbo dei gdr sarà stato trasmesso anche alle nuove generazioni: D&D è sopravvissuto al suo stesso armageddon e siamo certi che resterà con noi ancora a lungo!


#Game(r)boy13: "Consigli per gli acquisti"

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In realtà il titolo di questo articolo doveva essere 5 titoli che ormai non arriverete più a regalare per Natale ma che potrete comprare scontati a gennaio con i saldi...ovviamente era un po’ troppo lungo come incipit.

La sostanza diciamo che, comunque, non cambia: oggi è il 20 dicembre e anche pregando i santi di Amazon, Ebay e compagnia assortita (per non citare i vari corrieri espressi), servirà più di un pellegrinaggio a Lourdes per poter ricevere qualsiasi cosa ordiniate, in tempo utile per metterla sotto l’albero...ergo, passate direttamente al boxing day o aspettate i famigerati saldi di gennaio, magari qualcosa tra soldi, ansia e spese per curare il fegato lo risparmierete!

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Ma non ci dilunghiamo troppo che anche noi dobbiamo dedicarci a infiocchettare gli zilioni di mercanzia acquistata nelle ultime settimane come se i soldi spesi non fossero nostri.

5 titoli si diceva e 5 siano.

  1. Per il vostro amico logorroico e amante del fantasy vi consigliamo un bel Gloomhaven che con i suoi 10 kg di materiale e il prezzo a due cifre può ritenersi un signor regalo: avrete da giocare allo stesso titolo per più di 400 ore (ormai va di moda così!) e potrete assistere a vita, morte e forse miracoli del vostro personaggio, come da migliore tradizione RPG, il tutto con carte, pedine e tanto testo. E’ n°1 nella classifica di Boardgamegeek, qualcosa vorrà dire, di sicuro piace…

  2. E’ appena uscito l’ultimo film di Newt Scamander e le sue bestioline magiche...perchè non fare un salto indietro nel passato e ripercorrere tutti i titoli di Harry Potter con un deckbuilding spettacolare, facile e divertente, targato Usaopoly (e inspiegabilmente mai tradotto in italiano!) ovvero Hogwarts Battle: bacchette, cioccorane e Alohomora come se piovesse, decisamente per famiglia e bambini.

  3. Non è un titolo recentissimo, ma l’abbiamo giocato da poco e ci è piaciuto molto: Caverna, uno dei tanti capolavori di Uwe Rosenberg. Per i vostri amici a cui piacciono i mattoni e magari anche un po’ solitari e introversi (ha la modalità 1 player), voilà ecco cosa regalare: altri 5 e più kg di materiali tra nani, risorse, gemme, muli da soma e quant’altro. Poi oggettivamente… chi non vorrebbe il giorno di Natale mettersi a sviluppare una famiglia di nani in un gioco dalla durata variabile tra le 3 e le 4 ore (forse anche di più se invitate a casa il vostro amico slow player)?

  4. Se avete intorno persone che amano avere qualcosa di tridimensionale e ludico da manipolare (e sto parlando di giochi da tavola!!!) quest’ anno avete solo l’imbarazzo della scelta per spendere la vostra pecunia: buttatevi sul sito di Games Workshop con le sue vagonate di miniature o investite la tredicesima nella riedizione di X-Wing...in tutti i casi manipolerete cose 3D a lungo e sarete in ogni caso felici, garantito!

  5. Siccome va di moda il “proudly made in Italy” ci uniformiamo anche noi e vi proponiamo come ultimo titolo Le strade d’inchiostro della Ghenos Games...il gioco quando ve lo spiegheranno vi sembrerà un po’ arido e astratto, ma in tempo zero vi metterete nei panni di un brillante ingegnere vittima della sorte (i dadi) e vi ritroverete a costruire strade e ferrovie come se non aveste fatto altro nella vita. Titolo utile anche per la rubrica “living on a budget”, questo probabilmente in saldo non lo troverete, perchè già non costa moltissimo...

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E per quest’anno siamo giunti al termine di questa nostra rubrica, ci risentiamo con nuovi deliri ludici nel 2019!

Intanto, un saluto veloce perchè abbiamo appena sentito Mariah Carey che canta All I want for Christmas is you e ci è venuta un’improvvisa voglia di accendere il fuoco nel camino, impacchettare i regali restanti e guardare romanticamente la neve che cade fuori dalla finestra!

Buone feste cari lettori!

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Episodio 2.14 - Let's Go... POverty!

Quindi questi Pokemon Let’s Go? In famiglia 2 Nerd a Carico la scelta è stata difficilissima… infatti si è scelto di non mangiare e non scegliere!
Voi quale Pokemon Let’s Go avete preso (o avete chiesto per Natale?)

La "sitcom" della famiglia più nerd d'italia, 2 Nerd a Carico, è scritto da Daniel de Filippis e disegnato da Emanuele Ercolani.

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#Game(r)boy12: "Lame rotanti e pettinature improbabili: i CCG made in Japan"

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Vi piacciono gli anime? Avete appena finito di guardare .Your Name su Netflix e avete pianto disperati/e? Disegnate solo personaggi con gli occhi tondi e i capelli di un colore improbabile? Divorate collane intere di manga e non sapete più dove stiparle in casa?

Allora abbiamo un nuovo hobby da sottoporre alla vostra attenzione, così da permettervi di svuotare ancora meglio le vostre tasche già consumate dagli sperperi di cui sopra.

Abbiamo già citato in altri articoli l’anno 1994 come data di grandi cambiamenti per tutto quello che è gaming-related, l’anno dell’arrivo su scala mondiale dei giochi di carte collezionabili (ccg), per capirci: Magic the Gathering, Jhyad, Spellfire, Star Trek, Star Wars

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Da allora è cambiato un po’ tutto, non solo negli Stati Uniti e in Europa, ma anche aldilà dell’oceano Pacifico, nella terra del Sol Levante.

In quelle terre per noi lontane, dove amano i personaggi un po’ esagerati, i colori accesi e un tocco di stravaganza, a volte eccessiva, ecco il paese ideale per un connubio inusuale e a tutti gli effetti multimediale.

Cominciano a nascere negli anni’90 e in alcuni casi continuano anche adesso una serie di successi commerciali che vanno a toccare contemporaneamente manga, anime, videogiochi e giochi di carte, in operazioni di marketing da fare impallidire la famosa particella di acqua Lete. Pensiamo ad esempio al capostipite di questo filone, che anche se può non piacervi, tutti voi conoscerete, ovvero i colorati e fantasiosi animaletti dei Pokemon: con lo slogan “cach’em all” sono riusciti a creare un gioco di carte collezionabili longevo e quasi concorrenziale, almeno per un certo periodo, al più quotato Magic...sì, Pikachu non è più giovane come sembra, supera abbondantemente i 20 anni di età!

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Non possiamo poi omettere da questo elenco il campione di vendite assoluto, tanto da essere inserito nel guinness dei primati con i suoi 20 milioni di carte vendute: Yu-gi-oh della Konami (proprio quelli degli omonimi videogiochi!) con protagonista il giovane Kaiba e le sue carte.

E poi a seguire sono arrivati una sfilza di altri titoli, non tutti sempre riuscitissimi, ma tutti con un grande appeal visto il diretto richiamo con anime o manga: Shaman King, Yu Yu Hakusho (Yu degli spettri) e I Cavalieri dello Zodiaco...per non citare tutti i titoli mai usciti dal Giappone!

Una parentesi per i Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya) che, nonostante siano uno degli anime di maggior successo degli anni’90, hanno ricevuto dei beceri trattamenti a livello di prodotti ludici: il gioco di carte, ahinoi, non è dei proprio migliori, ma una lacrima nostalgica scende comunque nel tenere in mano una carta con il titolo “Fulmine di Pegasus”.

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Tra i più recenti arrivi citiamo Force of Will distribuito da Gametrade e Cardfight Vanguard della Bushiroad: entrambi con layout delle carte simili, illustrazioni a livelli eccelsi, colori sfavillanti, immediati e giocabili da subito, adatti a partire dai 10 anni in su...viene da sé che ai tornei ufficiali abbondino sia teneri virgulti che attempati nerd come noi, ormai molto brizzolati:probabilmente è anche questo livellamento generazionale uno dei marchi di fabbrica dei ccg, un gioco competitivo, che però vi permette di incontrare persone ogni volta diverse, migliorare strategie e sentirvi parte integrante dei vostri anime preferiti.

Se ancora non vi abbiamo convinti, vi ricordiamo che molti dei titoli che abbiamo citato sono disponibili anche in italiano e si trovano in qualsiasi Games Academy o negozio di giochi specializzati, quindi...rompete il salvadanaio e fatevi prendere anche voi da questa ennesima passione nerd!


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Episodio 2.13 - Incontri Ravvicinati... a Lucca!

Daniel, Emanuele e Tony sono stati a Lucca Comics & Games (e questo era chiaro). Ma sapevate che anche la famiglia più nerd d’italia si è fatta un giretto (in cosplay per giunta) per incontrare i propri idoli? Chi? Tra gli altri: James O’Barr, Samuel Spano e, ovviamente, Emanuele Ercolani e Fabrizio Modina!
Luka sarà sopravvissuto?

La "sitcom" della famiglia più nerd d'italia, 2 Nerd a Carico, è scritto da Daniel de Filippis e disegnato da Emanuele Ercolani.

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#Game(r)boy11: "Un game(r)boy a Lucca Comics&Games 2018"

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Come tutti gli anni siamo tornati da Lucca sempre carichi di emozioni, colori, esperienze...con meno soldi in tasca ovviamente e con le scarpe un po’ umide vista la valle di acqua che a tratti ci è cascata addosso durante il nostro soggiorno toscano.

Sarà che la pioggia ha ridotto leggermente il numero dei partecipanti, sarà che la distribuzione degli stand copriva ancora meglio l’intera città, sta di fatto che questa Lucca è stata proprio vivibile e godibile più di molte altre edizioni.

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Certo, abbiamo dovuto rinunciare a malincuore a vedere almeno da lontano Leiji Matsumoto, Licia Troisi e l’astronauta Umberto Guidoni...la fila per il loro incontro copriva due isolati (sotto la pioggia) e per quanto siamo cresciuti con la sigla di Capitan Harlock nelle orecchie era un po’ troppo, forse stiamo diventando vecchi anche noi.

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In compenso tra una conferenza del maestro Giorgio Cavazzano, un veloce saluto a Mauro Boselli creatore di Dampyr, una Mirka Andolfo intenta a disegnare da una parte, Junji Ito dall’altra, Neal Adams e i suoi supereroi, James O’Barr e il suo Corvo...Insomma, alla fine abbiamo trovato anche il tempo di fare un salto al padiglione games, pure quello più agevole e tranquillo del solito, tanto tranquillo che oltre a visitarlo in lungo e in largo abbiamo avuto la possibilità di vedere dal vivo due mostri sacri del Gioco, volutamente con la G maiuscola: Matt Leacock impegnato in un torneo del suo famoso Pandemia, in casa Asterion e Douglas Niles autore di molti moduli del vecchio D&D.

Ci siamo persi ahimé Nepitello e soci che presentavano la nuova versione del gioco di ruolo di Lex Arcana, così come non abbiamo avuto modo di stringere la mano al buon vecchio Ian Livingstone, fondatore della Games Workshop e praticamente inventore dei librogames assieme all’altrettanto famoso Steve Jackson...purtroppo non riusciamo ancora ad essere ubiqui.

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In tutta questa sbornia di nerdaggine siamo riusciti a testare giochi e case editrici e senza nulla togliere alle altre vorremmo fare un plauso alla Pendragon Games per la professionalità e la simpatia del proprio personale che ci ha fatto apprezzare (e ci ha anche venduto) due titoli che vi consigliamo: Kodama (per tutta la famiglia) e Detective, a modern crime boardgame (una sorta di racconto interattivo con le carte).

Ora, mentre scriviamo, Lucca è finita da qualche settimana con quella sensazione di tristezza che si trascina per un po’ come quando si saluta un amico che non si vedrà per un lungo periodo...ci è arrivata ieri la notizia della morte del papà della Marvel, Stan Lee. Hanno già scritto in tanti ed è inutile aggiungere elogie, il disegno di Emanuele Ercolani su Nerd2 racconta più di quanto possiamo scrivere noi.

Solo una cosa: molti di noi non sarebbero qui a volare con la fantasia, non disegnerebbero o non scriverebbero fumetti se non avessimo cominciato a sognare da piccoli accompagnati dai suoi personaggi e quindi, caro Stan, buon viaggio e dovunque tu sia…excelsior!

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#Game(r)boy10: "C'è tutto il mio mondo a Lucca Comics&Games"

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E finalmente ci siamo! L'appuntamento nazionale che segna puntualmente il calendario di ogni nerd/gamer/otaku o qualsivoglia definizione a vostra scelta sta finalmente per cominciare!

Il 31 ottobre apre i battenti l'edizione 2018 di Lucca Comics&Games.

Visto che qui parliamo di games volevamo anche noi spendere un paio di righe per celebrare i vincitori del Gioco dell'anno 2018 e del Gioco di ruolo dell'anno 2018, due diversi prestigiosi premi che quest'anno sono andati rispettivamente a Flamme Rouge edito in Italia da Playagame e a Lovecraftesque edito da Narrattiva.

Il primo l'abbiamo provato di persona ed è un divertente gioco di biciclette con un'ambientazione anni '50 se non prima...insomma Bartali, Coppi e affini per capirci. E' fondamentalmente un gioco di carte, adatto a tutti, anche a chi come il sottoscritto non ha un grande feeling con i mezzi a due ruote.

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Il secondo è un gioco di narrazione senza master in cui la storia viene creata dalla collaborazione tra i vari giocatori...detto così ci ricorda un po' Fiasco e speriamo vivamente di avere l'occasione di provarlo nei prossimi giorni!

Tornando invece a Lucca Comics&Games, abbiamo ormai oltrepassato la decina di edizioni e quindi possiamo definirci quanto meno dei veterani di file, code, autografi, ressa, calca, ambulanze, giochi da tavolo, fumetti, cene, concerti, esibizioni live e chissà cos'altro.

Sappiamo già che anche questa edizione sarà un successo come tutte le precedenti, non perchè quest'anno ci sia qualosa di particolare (a parte Leiji Matsumoto papà di Capitan Harlock!), ma perchè solo a Lucca potete immergervi e condividere con altre 200-300.000 persone i vostri sogni e le vostre passioni 24/24: se ci andate, scoprirete di non essere soli e che ci sono molti più nerd a piede libero di quanti mai avreste immaginato.

Se ancora non vi siete organizzati: non aspettate altro, prendete un pullman, una macchina, un treno o una carriola e venite insieme a noi in questa magica città perchè come dice una canzoncina "puntualmente ogni anno, stessa ora stesso giorno prendo il treno e mi ritrovo sempre qua...a Lucca Comics!!!".

Come detto in altri post, troverete un po' di Nerd2 nello stand di Edizioni BD, più o meno tutti i giorni e a tutte le ore!

Ciao, ci si vede a Lucca!

#Game(r)boy9: Nostalgia canaglia (a 8bit)!

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Riguardando gli articoli passati potremmo avere l’impressione di essere un po’ nostalgici del nostro passato di giocatori e video-giocatori, di quando le cose erano più semplici, magari più spartane ed essenziali, di quando la fantasia era più libera e meno incatenata in prodotti già pienamente definiti in ogni aspetto ed in verità...è proprio così.

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Pensiamo anche che chi come noi ha vissuto quel cambio generazionale che va più o meno dall’arrivo di Goldrake sui teleschermi alla prima generazione dei Pokemon (così per dare precisi paletti temporali comprensibili a tutti!) possa condividere questo senso di saudade che ci tocca nel profondo ogni volta che vediamo una scatola di Lego con gli armigeri medievali, una confezione di Dino-riders, il Crystal Ball, il mago Silvan, Topolino (il settimanale) e via discorrendo...potremmo stare qui delle ore a elencare i più disparati prodotti di allora.

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Le spiegazioni per questa nostalgia diffusa sono molteplici e ognuno di voi conosce le proprie, ma hanno a che fare in generale con un mix di ricordi d’infanzia e di una società passata che se ne va molto, a volte troppo, velocemente.

Non volevamo però farvi un trattato sociologico: ci sono amici che ci raccontano questo profondo attaccamento per un’epoca ormai andata in maniera divertente e scanzonata, in particolare gli amici de L’antro atomico del doc Manhattan, se non li conoscete fateci una capatina…

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Tutto questo discorsone è nato da un fatterello molto semplice: da circa un mese sulla nostra beneamata Switch (non prendiamo commissioni da Nintendo e ci piace anche l’X-Box e pure la PS4!) il revival anni ‘80 con lacrime al seguito è andato aumentando con la possibilità di giocare ai vecchi titoli del NES 8bit, previa sottoscrizione dell’abbonamento online.

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I titoli andranno aumentando ma vi assicuriamo che sentire di nuovo la musichetta originale di Super Mario e vedere i due idraulici baffuti saltellare sulle teste dei loro avversari in tutta la possanza dei colori a 8bit ci ha spezzato (positivamente!) il cuore. Per i più evoluti c’è anche la possibilità di cimentarsi in un più evoluto Super Mario 3 (il 2 è stato misteriosamente cassato) o di fare a pugni in una orrida trasposizione del primo Double Dragon...e poi ancora, potrete saltare sulla navetta del mitico Gradius, primo sparatutto a scrolling orizzontale serio (fin troppo serio come difficoltà!), giocare a Hockey, Tennis, Baseball e Football americano; vi consigliamo per la vostra serenità mentale di non provare a giocare a Soccer, perchè è decisamente inguardabile. Aggiungiamo alla lista anche The Legend of Zelda (capitolo 1), Donkey Kong, le pillole psichedeliche di Dr. Mario e il divertente Balloon Fight.

Ovviamente non vi consigliamo di comprare una Nintendo Switch per giocare a questi cimeli del paleolitico, ma se già l’avete, investite quei due euri in più e portatevi a casa questa scatola dei tesori di altri tempi, tenendo beninteso sempre i fazzoletti a portata, le lacrime di commozione sono garantite....

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#Game(r)boy8: Di pirati, sciabole e arrembaggi

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L’ultima volta che ci siamo sentiti su questi canali, riferendoci a Star Trek, abbiamo parlato del relativo CCG, ovvero collectible card game, fenomeno ludico, sociale e di costume a partire della seconda metà degli anni’90.

In quest’occasione, considerando che tra meno di un mese buona parte di noi (di Nerd2 e anche i lettori) saremo per le strade di Lucca Comics&Games 2018, cosa c’è di meglio che parlare di un misconosciuto, fino all’anno scorso, gioco di ruolo da cui è stato prodotto anche un longevo gioco di carte collezionabili.

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Il gioco di ruolo è in questione è il pluripremiato 7th Sea, Gioco di ruolo dell’anno 2017, con tanto di autore, John Wick, presente a Lucca vestito più o meno come i protagonisti della sua ambientazione, affascinanti pirati, bucanieri e tagliagola che solcano appunto i sette mari del titolo in una fantasiosa versione del nostro continente in salsa cinquecentesca.

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7th Sea nasce dalla AEG, la casa editrice di Legends of the Five Rings, altra succulenta ambientazione non proprio famosissima dalle nostre parti. Swashbuckling Adventures è il contenitore generico in cui si trova 7th Sea e in effetti proprio di questo si tratta: se avete in mente il genere cinematografico dello swashbuckling o “cappa e spada”, se avete letto il Corsaro Nero di Salgari o semplicemente se siete rimasti incollati nel vedere la serie tv di Black Sails, qui c’è un ambientazione che farà decisamente per voi.

Per inciso, se non avete ancora visto questa bellissima serie, accedete al vostro account di Netflix e perdeteci un po’ di tempo…sarà ben speso!

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La prima edizione di 7th Sea ha prodotto una valanga di manuali, i più mai giunti nella nostra penisola: per questo motivo prima abbiamo osato dire misconosciuto, non certo per il mercato americano, ma purtroppo per il nostro, dove i manuali stessi erano di difficile reperibilità.

L’avvento dei bravissimi ragazzi della Need Games ci ha portato una versione in italiano pari a quella americana, nello specifico l’ultima, la seconda...quella che ha rilanciato il mondo di Theah dove si mescolano magia, avventura, conquistadores, gabbiani e colpi di cannone a più non posso.

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Si parlava prima di un gioco di carte e in effetti ci fu un tempo nella mitica preistoria del mondo ludico dove assieme a Magic the Gathering e in compagnia di Jyhad (sempre dell’illustre Richard Garfield), il ccg di 7th Sea faceva la sua bella figura, sopravvivendo fino addirittura al 2005, ovviamente accompagnato dalla vagonata di espansioni.

Dopo queste simpatiche chiacchiere in vostra compagnia vi dobbiamo lasciare...la vedetta ci comunica di avere avvistato un mercantile di Ussura che fa vela verso di noi, non sa a cosa va incontro…issate il Jolly Roger e preparate i cannoni!

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

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#Game(r)boy7: Antiquariato stellare

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In attesa che Nintendo lanci il suo super-abbonamento per giocare online (regalandoci i vecchi titoli del NES), abbiamo ancora un po’ di tempo libero in queste giornate di fine estate per perderci in qualche altra costosa passione da veri nerd.

Navigando nel web in cerca di inesistenti offerte, ogni tanto si trovano cose prestigiose (per noi maniaci ovviamente!) che vi permettono di spendere in fretta i soldi faticosamente guadagnati con ore di duro e spesso noioso lavoro.

In questo caso abbiamo recuperato questo, a soli 7 euro e spiccioli…

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A qualcuno non dirà nulla mentre a qualcun altro farà scendere almeno una lacrima di commozione.

Questa preistorica scatoletta datata 1994 è lo starter set (fatto con i piedi!) del gioco di carte collezionabile, CCG per gli amici, di Star Trek - The Next Generation...la Decipher, casa editrice del gioco in questione, non aveva i diritti per le altre serie e quindi si accontentò del capitano Picard, Data, Wesley Crusher e via dicendo.

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E il gioco? Un piacevole gioco di carte, nato nel pieno boom dei card game, che in quegli anni andarono a spazzare via i vecchi rimasugli degli anni’80 (leggasi giochi di ruolo) guidati da Magic the Gathering, uno dei pochi sopravvissuti ad oggi di quell’epoca, Star Trek appunto, Jyhad, tratto dal famoso Vampiri-the Masquerade e a seguire tutti gli altri: Battletech, Shadowfist, Star Wars, Legend of the 5 rings (altro più o meno sopravvissuto).

Ogni carta è una gioia per gli occhi del trekkie medio perchè rimanda a uno degli zilioni di episodi della serie, inoltre il gioco rispecchia bene lo svolgimento di una puntata con eventi e dilemmi da risolvere che cambiano il corso della storia...un po’ card game, un po’ storytelling e un po’ videogioco, cose di altri tempi…

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Fatto con i piedi si diceva? Sì perchè, probabilmente per cavalcare in fretta l’onda serviva un prodotto che facesse concorrenza a Magic: quelli della Decipher topparono però qualcosa, facendo uscire degli starter set ingiocabili...quindi l’ignaro adolescente del ‘94 si comprava (a ben più di 7 euro allora) la scatoletta di cui sopra per poi scoprire che senza spendere altri nmila soldi in bustine, aggiungendo così delle carte, era quasi impossibile giocarci...anche qui, cose di altri tempi. Per un errore del genere la Decipher ai giorni nostri sarebbe fallita in una settimana, ma in quegli anni pre Windows ‘98 andò avanti fino quasi al 2010 con anche una seconda edizione riveduta e corretta di Star Trek (avendo peraltro acquisito, nel frattempo, tutte le licenze mancanti).

Ma il gioco di carte di Star Trek ha una particolarità ulteriore....pur essendo da anni esaurito e non più in produzione esiste una comunità di fan che continua a raffinare il regolamento e a creare espansioni virtuali da scaricare e da stamparsi a casa. Giù il cappello per il Continuing Committee!

Dopotutto Star Trek è una saga così vasta e così apprezzata su scala planetaria che non c’è da meravigliarsi...ehm, a parte l’ultima serie magari, ma comunque...

Dopo questo mini-trattato sul tema, sicuramente vi sarete asciugati le lacrime da coccodrilli nostalgici e potrete cliccare anche voi il tastino acquista con grande soddisfazione...poi quando vi arriva lo starter set ci troviamo per una partita.

Ora andiamo a riavviare a pedate il nostro 386 e vediamo se il cd graffiato di Star Trek Judgement Rites funziona ancora...tanto semmai c’è sempre X-Wing vs. Tie Fighter!

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

2 Nerd a Carico... Special!

Gli Incredibili 2 sta (finalmente) per arrivare anche in Italia e la famiglia estesa di 2 Nerd a Carico si è allenata duramente tutta l'estate per questo momento. Beh, quasi tutti.

La "sitcom" della famiglia più nerd d'italia, 2 Nerd a Carico, è scritto da Daniel de Filippis e disegnato da Emanuele Ercolani.

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#Game(r)boy6: La GenCon questa sconosciuta...

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E finalmente a più di due settimane dalla sua chiusura riusciamo anche noi a parlarvi della GenCon...letteralmente la Stella Polare dei giochi da tavolo che guida e orienta le uscite dell’anno successivo e si contende la palma di miglior convention ludica con la Spiel di Essen.

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La GenCon ovviamente non è solo gioco da tavolo, ma è un concentrato di nerdaggine di livello epico come solo i nostri amici oltreoceano possono organizzare. Everything is bigger in Texas, ma probabilmente anche a Indianapolis a giudicare da immagini e filmati che ogni anno arrivano a noi poveri mortali segregati nel Vecchio Continente.

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La GenCon dura 4 giorni anche se, durante tutta la settimana in cui si svolge, è possibile partecipare a eventi collaterali, alcuni organizzati solo a beneficio dei gamers stranieri.

Il portale di riferimento del settore Boardgamegeek, come a Spiel, organizza una diretta streaming non stop di 8 ore giornaliere!

Un po’ come succede a Lucca Comics&Games, anche a Indianapolis per 4 giorni all’anno essere nerd e dimostrarlo orgogliosi è veramente cool!

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Per quest’anno 50.000 presenti, 19.000 eventi circa, quasi 5.000 al giorno: miniature, giochi di ruolo, giochi da tavolo, videogiochi, cosplay, DIY, seminari, incontri con l’autore e quest’anno anche una rissa tra youtuber...cosa desiderare di più?

Vi lasciamo in compagnia delle immagini di quest'anno e vi consigliamo di prenotare già albergo e volo per il 2019, senza scordarvi le vostre orecchie di Pikachu, il martello di Thor, i dadi di D&D personalizzati e la voglia di condividere con una spettacolare umanità le vostre migliori passioni.

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

 

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Episodio 2.10 - Weekend con il (non) morto - 2 Nerd a Carico

La famiglia di 2 Nerd a Carico va finalmente in vacanza! Ma Berni-- ehm -- Luka! non sembra condividere l'entusiasmo del resto della sua famiglia. Dai Luka, su!

Ne approfittiamo per augurarvi delle splendide e nerdosissime vacanze!

La "sitcom" della famiglia più nerd d'italia, 2 Nerd a Carico, è scritto da Daniel de Filippis e disegnato da Emanuele Ercolani.

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Episodio 2.9 - Pornografia - 2 Nerd a Carico

Ma cosa direbbero mamma Sarah e papà Alberto se venissero a scoprire che genere di porcherie legge loro figlio Luka! Ah se solo sapessero... 

La "sitcom" della famiglia più nerd d'italia, 2 Nerd a Carico, è scritto da Daniel de Filippis e disegnato da Emanuele Ercolani.

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#Game(r)boy5: Anche i nerd vanno in vacanza

La GenCon 2018 di cui volevamo parlarvi e di cui abbiamo accennato nell’articolo di due settimane fa è ormai passata, ma per tenere la suspence, questa volta vi parleremo di tutt’altro.

Essendo dei nerd con sindrome di acquisto compulsivo, immaginiamo che, in questo periodo, siate quasi sicuramente al mare, in montagna o al lago, lontani dalle vostre amate scatole da gioco, videogiochi, libri, serie tv, action figures e nerdaggini varie. Come fare per far sopravvivere i vostri neuroni malati a questo periodo di forzato relax?

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Dunque, ci sono più modi chiaramente… parlando di gaming in generale, tralasciamo le soluzioni che contemplino di portarsi la propria biblioteca personale in formato ebook o di attaccarsi 24h al giorno sotto l’ombrellone sfondandovi di binge-watching con il vostro tablet preferito, consumando l’account di Netflix. Però, essendo un po’ tutti qui a Nerd2 degli estimatori della Nintendo Switch, non possiamo esimerci dal consigliarvi di portarla sempre con voi… dopo tutto il fatto che sia portable è proprio il bello di questa console e quindi via di tornei a Super Mario Kart assieme ai bagnini o sul pedalò o meglio ancora in cima al Sassolungo, con buona pace degli amanti della montagna.

Per quanto riguarda i giochi da tavola se ci leggete, evitate le versioni travel di Monopoly e Risiko e buttatevi su titoli un attimo più evoluti.

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Lasciamo Dobble agli amici di Asmodee Italia che pullulano un po’ ovunque con i loro stand gialli sulle patrie spiagge… noi, così a braccio vi citiamo il divertente Love Letter (magari tra principesse e cuori, rimorchiate anche qualcuno/a), lo scoppiettante Hanabi e i suoi fuochi d’artificio, Lo Squalo, che in tema di vacanze marine è un must (sponsorizzato addirittura da Wil Wheaton, il guardiamarina Crusher di Star Trek TNG per intenderci) e poi proseguiamo con Sushi Go, così potete finire la serata direttamente al ristorante, Exploding Kittens se vi sentite particolarmente demenziali, Zombie Dice se invece volete divertirvi a mangiare i cervelli dei vostri compagni di ombrellone/scalata...e comunque probabilmente potremmo proseguire con questo elenco per altri zilioni di pagine.

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Aggiungiamo solo tre giochi per le coppie (etero e non): Star Realms, gioco di carte con navi stellari che si mazzuolano tra di loro (fidatevi che è più divertente di così), Tiny Epic Kingdoms o altro titolo a scelta della serie, dove conquisterete un mondo fantasy in pochi turni e comodamente distesi sulla sdraio e perchè non cimentarsi nella costruzione di una delle 7 meraviglie del mondo con 7 Wonders Duel?

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Per l’angolo del single, l’editore Salani sta pubblicando in italiano l’ultima edizione di librogame della serie Fighting Fantasy, a scatola chiusa prendeteli tutti: una penna e un dado e arriverà sera prima che voi vogliate...poi chissà mai che non vi attacchi bottone anche un/una nerd come voi.

Consiglio spassionato: se poi in questi giorni vi capita di incrociare qualcuno/a con la maglietta Winter is coming, non è impazzito/a, è semplicemente nerd come voi...quindi fateci due chiacchiere!

Nel frattempo buone vacanze!!!

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

 

 

#Game(r)boy4: More than meets the eye!

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Se il motivetto more than meets the eye risveglia in voi qualche ricordo musicale sospeso nella memoria, questo articolo può fare al caso vostro.

Vi lasciamo un attimo per riflettere...e anche un video per aiutare i meno nerd tra voi.

More than meets the eye era la frase del ritornello della sigla inglese (in italiano in questo caso non è mai esistita) dei cartoni animati degli originali Transformers, trasmessi dal 1982 fino agli inizi degli anni ‘90 sulle più improbabili stazioni tv della nostra penisola. In realtà è anche il titolo dei primi tre episodi della serie, dove facciamo la conoscenza di fantastici aerei e spettacolari (per l'epoca) macchine che si trasformano in robot senzienti alti svariati metri.

Non dobbiamo spiegarvi che cosa si sia generato da quei lontani anni, il reboot di Hollywood del marchio Transformers (a parere nostro orrido, ma tant’è!) con nmila film e il loro successo planetario parlano da soli, tanto che, se andate in un qualsiasi supermercato o catena di giocattoli troverete in bella mostra delle scatolette simili a quelle che compravamo noi nerd di prima generazione, ma con all’interno gli stessi magici personaggi trasformabili: da Optimus Prime (Commander in italiano) a Skywarp, Bumblebee, ai Dinorobots e via discorrendo…

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Fate un’opera buona e se avete un figlio/a comprategliene uno (che ormai la plastica costa molto meno di 30 anni fa!) e provate anche a fargli/farle vedere la saga dei nostri robottoni trasformabili preferiti: a differenza di tante altre opere anni ‘80, nonostante un discutibile doppiaggio, la serie è invecchiata bene!

Cerchiamo di non farci trascinare dalla nostalgia canaglia e veniamo però alla notizia vera...notizia che è stata data un po’ in sordina, quasi di nascosto: pare che con qualche decennio di ritardo la Wizards of the Coast (i detentori di Magic the Gathering e Dungeons&Dragons, così per capirci) pubblicheranno a breve, sembra in settembre/ottobre, un nuovo gioco di carte collezionabile e indovinate chi saranno i protagonisti del suddetto? Chiaramente loro, i scintillanti Autobots pronti a menarsi con gli arcinemici Decepticons anche in formato cartaceo…

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Voi gamer nerd lo sapete benissimo, ma quando si tratta di annunci futuri di un titolo, a parte l’emozione iniziale, c’è sempre quella sottile paura che il risultato finale sia l’ennesimo licensing usato per acchiappare più citrulli possibili (noi in questo caso) e poi sotto sotto la struttura del gioco si riveli pietosa...il rischio di trovarsi a giocare a un surrogato di Colpo grosso a Topolinia anzichè ad un bello scontro a raggi laser e cazzotti tra Cliffjumber e Slipstream (i protagonisti delle prime due immagini diffuse dalla Wizards), ahimè è sempre dietro l’angolo…

Comunque, così per farci del male, la Wizards otterrà a scatola chiusa i nostri soldi anche per questo titolo!

A breve alla GenCon 2018 di Indianapolis si dovrebbe sapere qualcosa di più, ma se siete dei fan di vecchia data, già solo questa notizia vi avrà fatto scendere almeno una lacrimuccia!

Che dite? Non sapete cos’è la GenCon?

AAAARRRRGGGHHHH!!!

...magari ne parliamo la prossima volta, andiamo a finire di montare la Collector’s Edition dei Costructicons, sapete com’è…

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Ps: se non sapete come ingannare il vostro smodato desiderio di robottoni giganti, potete provare a stalkerare il nostro intrepido disegnatore Emanuele Ercolani, insistendo che, dalla sua villa estiva nella Ciociaria profonda, prenda matite e colori e ci regali un'altra sua opera a tema Transformers!

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

#Game(r)boy3: Che la forza sia con voi!

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...tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…

Lo sappiamo, dal 1977 è un po’ stereotipato come incipit per un qualsiasi articolo riguardante il mondo creato da George Lucas, ma quando si parla di Star Wars, bastano queste poche righe per sentire in sottofondo le musiche di John Williams e per rivedere passare, davanti ai propri occhi, un enorme Star Destroyer che copre tutto lo schermo.

E perchè parlare (ancora?) di Star Wars quando ormai da qualche anno se ne discute a cadenza costante visto il massiccio bombardamento mediatico di scuola Disney (proprietaria dei diritti del vostro universo sci-fi preferito), causa rilancio di tutto il brand, perchè?

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Per la cronaca, giusto se qualcuno di voi vivesse su Marte, è da poco uscito l’ennesimo spin-off della saga, questa volta centrato sul giovane Han Solo, il più charmant contrabbandiere di Corellia e dintorni:

Comunque si diceva...perchè parlarne ancora?

Ma perchè, come ci ha insegnato la bellissima serie Netflix "I giocattoli della nostra infanzia” e come sapranno gli avidi nerd collezionisti che ci leggono, l’universo di Star Wars non si limita ai 3...6...8 film, ma esiste un enorme expanded universe fatto di comics, action figures, cartoni animati, libri, videogiochi e non ultimi i giochi di ruolo.

La Fantasy Flight Games, con la più classica delle operazioni nostalgia, ha fatto uscire in questi giorni una riedizione deluxe del manuale base edito 30 anni fa dalla defunta West End Games...siamo sicuri che chi comincia ad avere qualche capello bianco in testa se lo ricorderà.

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E si ricorderà anche pomeriggi estivi passati a sognare di pilotare un X-Wing cercando di portare a casa la pelle attraversando un banco di asteroidi o parlando lingue astruse con qualche alieno tra le centinaia che popolano questo multiculturale universo (Sullustani, Ithoriani, Rodiani, Twi’Lek e via dicendo): forse qualcuno di voi avrà anche immaginato di sparare a Jar-Jar Binks ma quella è un’altra storia…

Comunque il nostro consiglio per quest’estate oltre che riguardarvi la serie (che non fa mai male!), è di acchiapparvi il manuale in questione o una vecchia edizione, così rispolverate anche il vostro inglese ludico, recuperate amici/amiche e passate più di una serata in compagnia, insieme alla vostra fantasia, alle stelle sopra di voi e a una manciata di immancabili dadi da 6!

Noi di Nerd2 siamo sicuri che non ve ne pentirete!

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#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

 

 

 

 

Episodio 2.8 - Cose Tra Ragazze - 2 Nerd a Carico

Sappiamo tutti che Gizmo ha una miriade di vite parallele (non pensavate mica che i suoi cosplay fossero banali costumi?) Ma chi l'avrebbe mai detto che il "girl time" di Sarah e Gizmo fosse così super avventuroso

2 Nerd a Carico è scritto da Daniel de Filippis e disegnato da Emanuele Ercolani.

 

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