#Game(r)boy12: "Lame rotanti e pettinature improbabili: i CCG made in Japan"

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Vi piacciono gli anime? Avete appena finito di guardare .Your Name su Netflix e avete pianto disperati/e? Disegnate solo personaggi con gli occhi tondi e i capelli di un colore improbabile? Divorate collane intere di manga e non sapete più dove stiparle in casa?

Allora abbiamo un nuovo hobby da sottoporre alla vostra attenzione, così da permettervi di svuotare ancora meglio le vostre tasche già consumate dagli sperperi di cui sopra.

Abbiamo già citato in altri articoli l’anno 1994 come data di grandi cambiamenti per tutto quello che è gaming-related, l’anno dell’arrivo su scala mondiale dei giochi di carte collezionabili (ccg), per capirci: Magic the Gathering, Jhyad, Spellfire, Star Trek, Star Wars

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Da allora è cambiato un po’ tutto, non solo negli Stati Uniti e in Europa, ma anche aldilà dell’oceano Pacifico, nella terra del Sol Levante.

In quelle terre per noi lontane, dove amano i personaggi un po’ esagerati, i colori accesi e un tocco di stravaganza, a volte eccessiva, ecco il paese ideale per un connubio inusuale e a tutti gli effetti multimediale.

Cominciano a nascere negli anni’90 e in alcuni casi continuano anche adesso una serie di successi commerciali che vanno a toccare contemporaneamente manga, anime, videogiochi e giochi di carte, in operazioni di marketing da fare impallidire la famosa particella di acqua Lete. Pensiamo ad esempio al capostipite di questo filone, che anche se può non piacervi, tutti voi conoscerete, ovvero i colorati e fantasiosi animaletti dei Pokemon: con lo slogan “cach’em all” sono riusciti a creare un gioco di carte collezionabili longevo e quasi concorrenziale, almeno per un certo periodo, al più quotato Magic...sì, Pikachu non è più giovane come sembra, supera abbondantemente i 20 anni di età!

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Non possiamo poi omettere da questo elenco il campione di vendite assoluto, tanto da essere inserito nel guinness dei primati con i suoi 20 milioni di carte vendute: Yu-gi-oh della Konami (proprio quelli degli omonimi videogiochi!) con protagonista il giovane Kaiba e le sue carte.

E poi a seguire sono arrivati una sfilza di altri titoli, non tutti sempre riuscitissimi, ma tutti con un grande appeal visto il diretto richiamo con anime o manga: Shaman King, Yu Yu Hakusho (Yu degli spettri) e I Cavalieri dello Zodiaco...per non citare tutti i titoli mai usciti dal Giappone!

Una parentesi per i Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya) che, nonostante siano uno degli anime di maggior successo degli anni’90, hanno ricevuto dei beceri trattamenti a livello di prodotti ludici: il gioco di carte, ahinoi, non è dei proprio migliori, ma una lacrima nostalgica scende comunque nel tenere in mano una carta con il titolo “Fulmine di Pegasus”.

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Tra i più recenti arrivi citiamo Force of Will distribuito da Gametrade e Cardfight Vanguard della Bushiroad: entrambi con layout delle carte simili, illustrazioni a livelli eccelsi, colori sfavillanti, immediati e giocabili da subito, adatti a partire dai 10 anni in su...viene da sé che ai tornei ufficiali abbondino sia teneri virgulti che attempati nerd come noi, ormai molto brizzolati:probabilmente è anche questo livellamento generazionale uno dei marchi di fabbrica dei ccg, un gioco competitivo, che però vi permette di incontrare persone ogni volta diverse, migliorare strategie e sentirvi parte integrante dei vostri anime preferiti.

Se ancora non vi abbiamo convinti, vi ricordiamo che molti dei titoli che abbiamo citato sono disponibili anche in italiano e si trovano in qualsiasi Games Academy o negozio di giochi specializzati, quindi...rompete il salvadanaio e fatevi prendere anche voi da questa ennesima passione nerd!


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