#Game(r)boy14: "Parlando di draghi d'oro e di piani dell'esistenza"

Ok...parlare di D&D nel nostro settore è un po’ come affrontare l’esegesi di un testo sacro a caso.

D&D non ha una storia millenaria ma i suoi 40 e più anni di esistenza sono estremamente vissuti, con una produzione letteraria e di manualistica assortita che pensiamo non abbia eguali nella storia del gaming.

Nel corso degli anni abbiamo sentito i pareri più disparati su questo capostipite dei gdr: c’è chi lo adora, c’è chi lo odia e c’è anche chi utilizza sistemi di gioco nati da varie costole di D&D ed evolutisi separatamente in ambientazioni e meccaniche completamente diversi (Pathfinder per dirne uno a caso o in alternativa sceglietene uno voi tra le miriadi che utilizzano il sistema di gioco d20).

In ogni caso chi di noi c’era in quella lontana preistoria ludica si ricorderà l’emozione di aprire quella scatola rossa con un drago d’oro disegnato dal maestro Larry Elmore e lo stupore di trovarci dentro un mondo di sogno sottoforma di due agevoli manuali (uno per il giocatore e uno per il Dungeon Master), il tutto accompagnato da 6 dadi poliedrici colorati: sarebbe curioso avere un dato su quante persone sono state “contaminate” dal morbo di D&D.

Già, perchè quella scatola era solo un trampolino di lancio verso un mondo che, per chi abitava in Italia, era molto ristretto (fino alla seconda metà degli anni ‘90), ma per chi masticava un po’ di inglese e poteva permettersi le spese di importazione dagli Stati Uniti, c’era un intero universo da esplorare o meglio più universi o meglio ancora svariati piani dell’esistenza in cui viaggiare (l’espansione Planescape magari vi dice qualcosa)… dopotutto dove lo trovate un gioco in cui ambire a raggiungere il livello Immortal?

D&D e il suo inventore Gary Gygax hanno seminato qualcosa di nuovo che è poi germogliato nel corso degli anni dando vita a praticamente tutto quello che è ludico ai giorni nostri; è un punto d’inizio per tutto ciò che è nerd… se avete visto Stranger Things sapete perfettamente da dove nasce l’intera storia, così, tanto per buttare lì della cultura pop a caso!

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Tralasciamo di parlare poi dei vari prodotti di contorno: i romanzi di Dragonlance, quelli con protagonista Drizzt Do’Urden di R.A. Salvatore, i videogiochi della SSI (capostipiti a modo loro di un genere), il triste card game Spellfire e il più pimpante Dragonfire uscito l’anno scorso… non parliamo dei cloni chiaramente, perchè richiederebbe una tesi di laurea a sè stante.

Tornando a D&D, il nostro, dalla sua versione originale con le italiane scatole rosse, blu, azzurre e nere, si è poi evoluto in una versione advanced (effettivamente più complessa e dettagliata), rivista e corretta in una seconda versione con manuali rilegati e illustrazioni d’essai agli inizi dei ‘90.

Poi è arrivato Magic con l’ondata dei giochi di carte ed è tutto un po’ cambiato, con danarose galline da spennare (D&D) che a un certo punto non erano più così redditizie, autori in fuga, brutte trasposizioni cinematografiche (nonostante la presenza di Jeremy Irons) e le versioni dei manuali 3.0, 3.5 e 4.0...quest’ultima in particolare utile per accendere il fuoco del caminetto nei giorni d’inverno.

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Poi, quando tutto sembrava finito e trasformato in una vendita al dettaglio di miniature colorate, la Wizkids, titolare dei diritti di D&D, capendo dopo più di una decade cosa aveva in mano ha finalmente dato alle stampe la nuova versione 5.0 dei manuali base: un gradito ritorno alle origini e un miglioramento di quelle regole un po’ old school che gli “anziani” rimpiangevano da tempo. Con qualche anno di ritardo, as usual, i manuali sono arrivati anche in Italia, ringraziando Asmodee e adesso si possono finalmente riprendere mantello, tomo della magia, asce e spadoni a due mani per fracassare qualche bel mostrone di infimo livello, con lo stesso entusiasmo di tanto tempo fa.

Molti di coloro che all’epoca hanno aperto la famosa “scatola rossa” ormai saranno diventati grandi, presunti adulti, alcuni con relativi mogli/mariti e figli vari, ma probabilmente, grazie a quel “sense of wonder” di tanti anni prima, il morbo dei gdr sarà stato trasmesso anche alle nuove generazioni: D&D è sopravvissuto al suo stesso armageddon e siamo certi che resterà con noi ancora a lungo!