#Game(r)boy18: "It's bigger on the inside"

static1.squarespace.com.jpg

Ognuno di noi, a modo suo, ricorda particolari odori, colori o suoni...ecco, c’è un suono che, caso mai aveste avuto occasione di sentirlo, sicuramente non riuscirete più a dimenticare: quello del T.A.R.D.I.S., la nave spaziale del Doctor Who, la famosa nave bigger on the inside.

Ora, definirla nave/vascello/veicolo spaziale è un tantino azzardato...un fatto assodato è che una cabina telefonica anni ‘60 della polizia inglese che vola nello spazio, di sicuro non passa inosservata.

Il dottore che dà il titolo alla serie è in realtà un signore del tempo in grado di spostarsi nelle ere storiche più disparate, dalla nascita alla fine dell’universo, in qualsiasi mondo desideri: basta girare/tirare le apposite valvole, rotelle, quadranti, leve della sua navicella e il gioco è fatto, paradossi temporali, loop e alterazioni del continuum sono lì alla sua portata.

doctor who.png

Se vi è mai capitato di leggere un fumetto di qualche autore inglese (citiamo a braccio Alan Moore, Grant Morrison, Dan Abnett e più di recente Mark Millar) sapete che le storie sono molto diverse dalle strutture mediamente lineari di un comic americano tradizionale: narrazioni contorte, a volte un po’ assurde e zeppe di british humour, che si dipanano solo nel finale con colpi di scena spesso imprevisti. Doctor Who, la più lunga serie televisiva ancora in circolazione (al pari di Star Trek) segue esattamente questa traccia, dal bianco nero fino allo streaming digitale di oggi. Il nuovo reboot made in BBC Wales, girato (stranamente!) perlopiù in Galles, ha ricevuto oltremanica e negli Stati Uniti un ottimo successo di pubblico, meno in Italia, paese che fino a poco tempo fa non conosceva nemmeno di striscio questo iconico Timelord, ma anche qui finalmente abbiamo cominciato a vedere gli strampalati alieni della serie, conosciuto l’altrettanto fantasioso cacciavite sonico e le varie compagne di viaggio del dottore, il tutto grazie a Netflix e per una volta anche grazie a Rai4.

doctor who comics.jpg

Con la stessa rapidità di successo della serie tv sono arrivati nella nostra lingua le trasposizioni a fumetti (onestamente non sempre prodotti eccelsi) a cura di RW Lion: ad oggi pare peraltro che la serie a fumetti sia stata interrotta…

Qualcuno ha detto libri? Chiaramente ci sono anche quelli, circa 15, in italiano, pubblicati da Asengard e Armenia: è superfluo dire che in lingua inglese avete una scelta di qualche zilione di titoli.

doctor who time of.jpg

Sfruttando la scia potevano poi mancare i giochi da tavolo? Ovviamente no ed eccoci qui allora con il divertente Time of the Daleks che vede il dottore in lotta con i Daleks appunto, i suoi spietati arcinemici. C’è poi anche Doctor Who: The Card Game a cura di un mostro sacro come Martin Wallace, ma diciamo che non è proprio uno dei suoi titoli più riusciti.

Mancano in Italia diversi collectibles associati a questo brand, come il gioco di carte collezionabili Doctor Who Monster Invasion (mai visto al di fuori delle isole britanniche) e l’immancabile gioco di ruolo stiloso e con costosi libroni dalle mille illustrazioni tratte dalla serie targato Cubicle 7 Entertainment.

doctor who solitaire.jpg

Tra tutta questa nostra lista teniamo per ultima una vera e propria chicca, auto-prodotta e scaricabile gratuitamente dal sito di Boardgamegeek: è Doctor Who Solitaire Story Game, del gallese Simon Corgan (che solo per averlo creato meriterebbe un Game of the Year). Si tratta di 4 volumi un po’ librogame, un po’ gioco di ruolo e con un pizzico di gioco da tavolo (Tales of the Arabian Nights per dire), il tutto mescolato insieme con una spruzzata di britannica follia e citazioni a spron battuto da ogni singolo episodio della serie, dai ‘60 fino ad oggi: come dice il titolo si gioca da soli e ci si ritrova ad essere i protagonisti di nuovi episodi che si creano mano a mano che si avanza nella partita. Consigliamo spassionatamente il download.

Intanto che ci pensate su, cerchiamo il nostro cacciavite sonico perchè il dottore deve avere cambiato la serratura del Tardis e non riusciamo più a entrare, arrivederci in un’altra dimensione!