#Game(r)boy6: La GenCon questa sconosciuta...

static1.squarespace.com.jpg

E finalmente a più di due settimane dalla sua chiusura riusciamo anche noi a parlarvi della GenCon...letteralmente la Stella Polare dei giochi da tavolo che guida e orienta le uscite dell’anno successivo e si contende la palma di miglior convention ludica con la Spiel di Essen.

gencon.jpg

La GenCon ovviamente non è solo gioco da tavolo, ma è un concentrato di nerdaggine di livello epico come solo i nostri amici oltreoceano possono organizzare. Everything is bigger in Texas, ma probabilmente anche a Indianapolis a giudicare da immagini e filmati che ogni anno arrivano a noi poveri mortali segregati nel Vecchio Continente.

gencon2.jpg

La GenCon dura 4 giorni anche se, durante tutta la settimana in cui si svolge, è possibile partecipare a eventi collaterali, alcuni organizzati solo a beneficio dei gamers stranieri.

Il portale di riferimento del settore Boardgamegeek, come a Spiel, organizza una diretta streaming non stop di 8 ore giornaliere!

Un po’ come succede a Lucca Comics&Games, anche a Indianapolis per 4 giorni all’anno essere nerd e dimostrarlo orgogliosi è veramente cool!

gencon3.jpg

Per quest’anno 50.000 presenti, 19.000 eventi circa, quasi 5.000 al giorno: miniature, giochi di ruolo, giochi da tavolo, videogiochi, cosplay, DIY, seminari, incontri con l’autore e quest’anno anche una rissa tra youtuber...cosa desiderare di più?

Vi lasciamo in compagnia delle immagini di quest'anno e vi consigliamo di prenotare già albergo e volo per il 2019, senza scordarvi le vostre orecchie di Pikachu, il martello di Thor, i dadi di D&D personalizzati e la voglia di condividere con una spettacolare umanità le vostre migliori passioni.

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

 

gencon4.jpg

#Game(r)boy4: More than meets the eye!

static1.squarespace.com.jpg

Se il motivetto more than meets the eye risveglia in voi qualche ricordo musicale sospeso nella memoria, questo articolo può fare al caso vostro.

Vi lasciamo un attimo per riflettere...e anche un video per aiutare i meno nerd tra voi.

More than meets the eye era la frase del ritornello della sigla inglese (in italiano in questo caso non è mai esistita) dei cartoni animati degli originali Transformers, trasmessi dal 1982 fino agli inizi degli anni ‘90 sulle più improbabili stazioni tv della nostra penisola. In realtà è anche il titolo dei primi tre episodi della serie, dove facciamo la conoscenza di fantastici aerei e spettacolari (per l'epoca) macchine che si trasformano in robot senzienti alti svariati metri.

Non dobbiamo spiegarvi che cosa si sia generato da quei lontani anni, il reboot di Hollywood del marchio Transformers (a parere nostro orrido, ma tant’è!) con nmila film e il loro successo planetario parlano da soli, tanto che, se andate in un qualsiasi supermercato o catena di giocattoli troverete in bella mostra delle scatolette simili a quelle che compravamo noi nerd di prima generazione, ma con all’interno gli stessi magici personaggi trasformabili: da Optimus Prime (Commander in italiano) a Skywarp, Bumblebee, ai Dinorobots e via discorrendo…

transformers.jpg

Fate un’opera buona e se avete un figlio/a comprategliene uno (che ormai la plastica costa molto meno di 30 anni fa!) e provate anche a fargli/farle vedere la saga dei nostri robottoni trasformabili preferiti: a differenza di tante altre opere anni ‘80, nonostante un discutibile doppiaggio, la serie è invecchiata bene!

Cerchiamo di non farci trascinare dalla nostalgia canaglia e veniamo però alla notizia vera...notizia che è stata data un po’ in sordina, quasi di nascosto: pare che con qualche decennio di ritardo la Wizards of the Coast (i detentori di Magic the Gathering e Dungeons&Dragons, così per capirci) pubblicheranno a breve, sembra in settembre/ottobre, un nuovo gioco di carte collezionabile e indovinate chi saranno i protagonisti del suddetto? Chiaramente loro, i scintillanti Autobots pronti a menarsi con gli arcinemici Decepticons anche in formato cartaceo…

Transformers tcg. png.png

Voi gamer nerd lo sapete benissimo, ma quando si tratta di annunci futuri di un titolo, a parte l’emozione iniziale, c’è sempre quella sottile paura che il risultato finale sia l’ennesimo licensing usato per acchiappare più citrulli possibili (noi in questo caso) e poi sotto sotto la struttura del gioco si riveli pietosa...il rischio di trovarsi a giocare a un surrogato di Colpo grosso a Topolinia anzichè ad un bello scontro a raggi laser e cazzotti tra Cliffjumber e Slipstream (i protagonisti delle prime due immagini diffuse dalla Wizards), ahimè è sempre dietro l’angolo…

Comunque, così per farci del male, la Wizards otterrà a scatola chiusa i nostri soldi anche per questo titolo!

A breve alla GenCon 2018 di Indianapolis si dovrebbe sapere qualcosa di più, ma se siete dei fan di vecchia data, già solo questa notizia vi avrà fatto scendere almeno una lacrimuccia!

Che dite? Non sapete cos’è la GenCon?

AAAARRRRGGGHHHH!!!

...magari ne parliamo la prossima volta, andiamo a finire di montare la Collector’s Edition dei Costructicons, sapete com’è…

transformers opening.jpg

Ps: se non sapete come ingannare il vostro smodato desiderio di robottoni giganti, potete provare a stalkerare il nostro intrepido disegnatore Emanuele Ercolani, insistendo che, dalla sua villa estiva nella Ciociaria profonda, prenda matite e colori e ci regali un'altra sua opera a tema Transformers!

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

#Game(r)boy3: Che la forza sia con voi!

static1.squarespace.com.jpg

...tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…

Lo sappiamo, dal 1977 è un po’ stereotipato come incipit per un qualsiasi articolo riguardante il mondo creato da George Lucas, ma quando si parla di Star Wars, bastano queste poche righe per sentire in sottofondo le musiche di John Williams e per rivedere passare, davanti ai propri occhi, un enorme Star Destroyer che copre tutto lo schermo.

E perchè parlare (ancora?) di Star Wars quando ormai da qualche anno se ne discute a cadenza costante visto il massiccio bombardamento mediatico di scuola Disney (proprietaria dei diritti del vostro universo sci-fi preferito), causa rilancio di tutto il brand, perchè?

solo.jpg

Per la cronaca, giusto se qualcuno di voi vivesse su Marte, è da poco uscito l’ennesimo spin-off della saga, questa volta centrato sul giovane Han Solo, il più charmant contrabbandiere di Corellia e dintorni:

Comunque si diceva...perchè parlarne ancora?

Ma perchè, come ci ha insegnato la bellissima serie Netflix "I giocattoli della nostra infanzia” e come sapranno gli avidi nerd collezionisti che ci leggono, l’universo di Star Wars non si limita ai 3...6...8 film, ma esiste un enorme expanded universe fatto di comics, action figures, cartoni animati, libri, videogiochi e non ultimi i giochi di ruolo.

La Fantasy Flight Games, con la più classica delle operazioni nostalgia, ha fatto uscire in questi giorni una riedizione deluxe del manuale base edito 30 anni fa dalla defunta West End Games...siamo sicuri che chi comincia ad avere qualche capello bianco in testa se lo ricorderà.

books-in-slipcase-2-with-wrap.png

E si ricorderà anche pomeriggi estivi passati a sognare di pilotare un X-Wing cercando di portare a casa la pelle attraversando un banco di asteroidi o parlando lingue astruse con qualche alieno tra le centinaia che popolano questo multiculturale universo (Sullustani, Ithoriani, Rodiani, Twi’Lek e via dicendo): forse qualcuno di voi avrà anche immaginato di sparare a Jar-Jar Binks ma quella è un’altra storia…

Comunque il nostro consiglio per quest’estate oltre che riguardarvi la serie (che non fa mai male!), è di acchiapparvi il manuale in questione o una vecchia edizione, così rispolverate anche il vostro inglese ludico, recuperate amici/amiche e passate più di una serata in compagnia, insieme alla vostra fantasia, alle stelle sopra di voi e a una manciata di immancabili dadi da 6!

Noi di Nerd2 siamo sicuri che non ve ne pentirete!

pew.jpg

 

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

 

 

 

 

#Game(r)Boy2: Conquisterete il Trono di Spade?

Nella penombra della sala un'enorme mappa era incastonata in un altrettanto gigantesco tavolo di pietra. Le candele illuminavano debolmente i pezzi già posizionati: riproduzioni stilizzate di fanti, cavalli, navi e macchine da guerra.  La mappa riproduceva in rilievo l'intero continente di Westeros e buona parte di Essos, la terra aldilà del mare, con le Isole dell'Estate e le città mercenarie di Volantis, Myr, Braavos e Norvos.

Il soldato si avvicinò ulteriormente al grande tavolo. La stanza era vuota, nella precipitosa fuga tutto era stato abbandonato senza troppa cura: la miniatura di un drago era rivolta con il dorso a terra. L'uomo la prese, la raddrizzò e la posizionò sul punto della mappa che indicava Dragonstone.  In quel momento un'enorme fiammata illuminò il paesaggio al di fuori della finestra, cancellando per un istante l'oscurità della notte.  Il soldato si affacciò dall'arco intagliato nella roccia per guardare cosa stesse succedendo: vide navi in fiamme nel porto e un enorme drago nero che sbatteva le ali con movimenti circolari.

La sua Regina era arrivata!

Il preambolo probabilmente si poteva saltare a piè pari… nella fascia tra i 15 e i 60 anni penso sia quasi impossibile, a livello planetario, trovare qualcuno che non conosca, almeno per sentito dire, i libri o la serie tv ambientata nel mondo fantasy de "Il trono di spade", tralasciando fumetti, videogame e merchandising vario. La sesta stagione con i suoi 25 milioni di spettatori spiega da sola come "Game of Thrones" sia ormai parte integrante della nostra cultura.

Ma non è per un'analisi sociologica di un fenomeno comunque estremamente interessante che sono qui a scrivere, ma per parlarvi di "A Game of Thrones - The board game". Do per assodato che tutti voi sappiate che usare la parola board game (o gioco da tavola) significa sedersi con i propri amici attorno ad un tavolo per un numero imprecisato di ore, spegnendo la tv, il computer e anche i cellulari (OMG!)...è un po' un tuffo nel passato, nei lontani anni '80, quando i giochi permettevano di volare con la fantasia più che con i pixel. Una volta chiaro questo potrete radunare appunto i vostri migliori amici, minimo 3 (ma il gioco è ignobile), massimo 6, appioppando loro una delle casate principali del mondo di George R. Martin.

Così per dire ci saranno gli allegri Stark, che mi ricordano spesso la famiglia Addams, con il loro carico di sventure familiari: il decollato (nel senso di senza testa) Eddard Stark, la rosicona di Grande Inverno Arya, la triste sorella Sansa, lo storpio Bran e via dicendo.

Le umide piovre di Pyke, i Greyjoy, un po' vichinghi e un po' psicopatici. 

I Baratheon, che probabilmente sono stati messi solo per riempire il tabellone perchè di solito le prendono da tutti, data la loro posizione geografica nel bel mezzo di Westeros.

Ma peggio fanno i Lannister, se toccano a voi, potrete stare sicuri che tutti i partecipanti alla serata vi odieranno dal principio...dopotutto il solo nome Lannister, per chi conosce la storia, evoca rapporti incestuosi, nani deformi, violentatori seriali e via peggiorando, non proprio una casata che ispira simpatia ai più (però sono ricchi!).

I Tyrell e le loro roselline, con personaggi sessualmente un po' ambigui, ricalcando in pieno romanzi e serie tv.

Buoni ultimi, i patiti dei serpenti e dei veleni, i Martell: posizionati nel profondo sud della mappa, ma se poi si svegliano e decidono di scrollarsi di dosso l'apatia dei climi caldi, di solito fanno un mazzo tanto a tutti.

Bene e poi? Niente… poi mettete in conto un lungo pomeriggio/sera in cui imparerete ad odiare (ludicamente) i vostri amici (o meglio ancora parenti) e finita la partita non desidererete altro che farne un'altra...possibilmente di una durata ancora superiore.

Ma allora è un bel titolo? Sì, decisamente! Se vi piacciono i giochi di strategia e ne avete le tasche piene di Risiko! e se, a maggior ragione, siete di quelli che stanno sbavando in attesa che a luglio arrivi la nuova serie, ingannate il tempo, tenete spenta la tv (che tanto a parte "Il trono di spade" non perdete per l'appunto nulla), radunate gli amici e affilate le spade!

Il gioco edito dalla Fantasy Flight Games si trova sia in versione inglese originale che in versione italiana, curata da Stratelibri.

Se siete hardcore gamer e il gioco in questione lo conoscete già, fate uno step in più e buttatevi sulle partite online a 9 o 12 persone, con regole e mappa home made create da un gruppo di ragazzi italiani.

Sulla Tana del Goblin o su Universi Ludici Trento si cercano sempre volonterosi giocatori per questa immersiva esperienza: provateci, la vostra vita non sarà più la stessa dopo, garantito!

Al prossimo gioco!
Anthony

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

 

#Game(r)Boy 1: A Link to the Future? (Si parliamo di Zelda)

Nero. Sonno profondo.
Una voce lontana piacevole all'ascolto riecheggia nel vuoto. La nebbia si dirada lentamente nella testa.
Voce: E' ora che tu ti svegli! Hai dormito per troppo tempo!
Gli occhi faticano ad aprirsi...sembra ieri che si siano chiusi, ma non c'è ricordo di cosa sia successo prima.
Voce: Hyrule ha bisogno di te! Solo l'antico eroe può salvarla di nuovo!
Tra le palpebre comincia a filtrare un po' di luce.
Voce: Svegliati Link, la principessa Zelda è in pericolo!
A quel nome, gli occhi si aprono del tutto e un piccolo famoso Hylian si alza di scatto dal suo giacilio di paglia.
Link: Chi sta parlando? Dove sono?

Link in tutte le sue incarnazioni!

Link in tutte le sue incarnazioni!

Probabilmente non comincerà con questo dialogo assolutamente immaginario, ma il 3 marzo arriverà la tanto attesa Nintendo Switch e forse l'ancor più atteso nuovo capitolo della serie videoludica Legend of Zelda, intitolato Breath of the Wild: quale occasione migliore per inaugurare la nuova pagina di Nerd2 dedicata al mondo dei games, se non con un omaggio a una console che è sopravvissuta più o meno intatta dalla fine degli anni '80 ai nostri giorni!

L'Immagine di presentazione del nuovo Zelda: Breath of the Wild

L'Immagine di presentazione del nuovo Zelda: Breath of the Wild

Molti di voi che leggono, probabilmente, in lontane festività, avvolte nella nebbia del tempo, avrete scritto all'oberato Babbo Natale di portarvi una fiammante console a 8bit (dicasi 8bit!), che nella sua versione più economica penso non costasse meno di 129.000 lire, ma con il classico Super Mario incluso...se siete tra i fortunati a cui mi rivolgo, di Zelda saprete già tutto, così come di Adventures of Lolo, Puzzle Bobble, Donkey Kong e compagnia...

Per tutti gli altri, rapido bignami (e a dirla tutta, la storia di Zelda non è che sia proprio un granché di fantasia)!

Comunque, il nipponico Shigeru Miyamoto, dopo un'infanzia passata a fare giretti in borghi rurali nei dintorni della ridente Sonobe, per sopravvivere alle gite festive trascorse a esplorare caverne e foreste con la famiglia, decise di far rivivere le proprie esperienze ad libitum anche a 75 milioni di ignari giocatori e creò quindi il mondo di Hyrule. 

Zelda: Twilight Princess

Zelda: Twilight Princess

Hyrule è una specie di Terra medievaleggiante, dove la bella principessa Zelda viene rapita in maniera più o meno ciclica da un cattivo dal nome improbabile, in questo caso Ganon (diminutivo di Ganondorf, che oggettivamente è meno cool, perchè suona più come un villaggio bavarese di terz'ordine), alla disperata ricerca di un'oscura reliquia, la Triforza (sigh!) che gli permetta di dominare finalmente il mondo. Qui entrano in gioco i giretti adolescenziali di Miyamoto, perchè l'ambientazione cambierà spesso, da un mondo fantasy esterno di foreste, valli e montagne a oscure caverne sotterranee, popolate dalle peggio creature.

L'eroe della situazione è altrettanto improbabile, una via di mezzo tra un elfo e uno hobbit, armato di un Pungolo/Excalibur e di uno scudo, con la passione per le sfumature cromatiche del verde e con il solito nome un po’ così: si chiama Link. Chiaro che Ganon le prende in ogni episodio.

Dov'è cominciato tutto, The Legend of Zelda per NES

Dov'è cominciato tutto, The Legend of Zelda per NES

Ogni episodio? Sì, perchè a partire dal Nintendo, NES per gli amici, passando per Super NES, Game Boy, 3DS e quant'altro, si contano più di 17 titoli dedicati all'allegro elfo/hobbit e alla sfortunata principessa perennemente rapita. Il 18° sarà appunto Breath of Wild!

Ce n'era bisogno? Forse no, perchè Zelda, assieme all'immortale Super Mario fanno parte di un periodo della nostra storia in generale e della nostra storia ludica dove tutto era più allegro e spensierato, ma sono sopravvissuti bene e se non li conoscevate, vi consiglio spassionatamente di farci due chiacchiere insieme...che sia sulla nuova Nintendo Switch (se avete i cospicui soldini per permettervela) o su qualche emulatore del vecchio NES.

E siccome questo è un portale dedicato a comics, games e nerd stuff in generale vi consiglio anche di andare a riscoprire il prequel della saga principale di Link e amici, questa volta in versione manga, edito da Edizioni BD qualche anno fa e rimodernato di recente con una perfect edition, come va tanto di moda.

Il mitico, a Link to the Pasta per SNES

Il mitico, a Link to the Pasta per SNES

Se non conoscete il mondo di Hyrule cominciate da A Link to the Past e poi mi direte!

Alla prossima!

 

 

 

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna.