#Game(r)Boy2: Conquisterete il Trono di Spade?

Nella penombra della sala un'enorme mappa era incastonata in un altrettanto gigantesco tavolo di pietra. Le candele illuminavano debolmente i pezzi già posizionati: riproduzioni stilizzate di fanti, cavalli, navi e macchine da guerra.  La mappa riproduceva in rilievo l'intero continente di Westeros e buona parte di Essos, la terra aldilà del mare, con le Isole dell'Estate e le città mercenarie di Volantis, Myr, Braavos e Norvos.

Il soldato si avvicinò ulteriormente al grande tavolo. La stanza era vuota, nella precipitosa fuga tutto era stato abbandonato senza troppa cura: la miniatura di un drago era rivolta con il dorso a terra. L'uomo la prese, la raddrizzò e la posizionò sul punto della mappa che indicava Dragonstone.  In quel momento un'enorme fiammata illuminò il paesaggio al di fuori della finestra, cancellando per un istante l'oscurità della notte.  Il soldato si affacciò dall'arco intagliato nella roccia per guardare cosa stesse succedendo: vide navi in fiamme nel porto e un enorme drago nero che sbatteva le ali con movimenti circolari.

La sua Regina era arrivata!

Il preambolo probabilmente si poteva saltare a piè pari… nella fascia tra i 15 e i 60 anni penso sia quasi impossibile, a livello planetario, trovare qualcuno che non conosca, almeno per sentito dire, i libri o la serie tv ambientata nel mondo fantasy de "Il trono di spade", tralasciando fumetti, videogame e merchandising vario. La sesta stagione con i suoi 25 milioni di spettatori spiega da sola come "Game of Thrones" sia ormai parte integrante della nostra cultura.

Ma non è per un'analisi sociologica di un fenomeno comunque estremamente interessante che sono qui a scrivere, ma per parlarvi di "A Game of Thrones - The board game". Do per assodato che tutti voi sappiate che usare la parola board game (o gioco da tavola) significa sedersi con i propri amici attorno ad un tavolo per un numero imprecisato di ore, spegnendo la tv, il computer e anche i cellulari (OMG!)...è un po' un tuffo nel passato, nei lontani anni '80, quando i giochi permettevano di volare con la fantasia più che con i pixel. Una volta chiaro questo potrete radunare appunto i vostri migliori amici, minimo 3 (ma il gioco è ignobile), massimo 6, appioppando loro una delle casate principali del mondo di George R. Martin.

Così per dire ci saranno gli allegri Stark, che mi ricordano spesso la famiglia Addams, con il loro carico di sventure familiari: il decollato (nel senso di senza testa) Eddard Stark, la rosicona di Grande Inverno Arya, la triste sorella Sansa, lo storpio Bran e via dicendo.

Le umide piovre di Pyke, i Greyjoy, un po' vichinghi e un po' psicopatici. 

I Baratheon, che probabilmente sono stati messi solo per riempire il tabellone perchè di solito le prendono da tutti, data la loro posizione geografica nel bel mezzo di Westeros.

Ma peggio fanno i Lannister, se toccano a voi, potrete stare sicuri che tutti i partecipanti alla serata vi odieranno dal principio...dopotutto il solo nome Lannister, per chi conosce la storia, evoca rapporti incestuosi, nani deformi, violentatori seriali e via peggiorando, non proprio una casata che ispira simpatia ai più (però sono ricchi!).

I Tyrell e le loro roselline, con personaggi sessualmente un po' ambigui, ricalcando in pieno romanzi e serie tv.

Buoni ultimi, i patiti dei serpenti e dei veleni, i Martell: posizionati nel profondo sud della mappa, ma se poi si svegliano e decidono di scrollarsi di dosso l'apatia dei climi caldi, di solito fanno un mazzo tanto a tutti.

Bene e poi? Niente… poi mettete in conto un lungo pomeriggio/sera in cui imparerete ad odiare (ludicamente) i vostri amici (o meglio ancora parenti) e finita la partita non desidererete altro che farne un'altra...possibilmente di una durata ancora superiore.

Ma allora è un bel titolo? Sì, decisamente! Se vi piacciono i giochi di strategia e ne avete le tasche piene di Risiko! e se, a maggior ragione, siete di quelli che stanno sbavando in attesa che a luglio arrivi la nuova serie, ingannate il tempo, tenete spenta la tv (che tanto a parte "Il trono di spade" non perdete per l'appunto nulla), radunate gli amici e affilate le spade!

Il gioco edito dalla Fantasy Flight Games si trova sia in versione inglese originale che in versione italiana, curata da Stratelibri.

Se siete hardcore gamer e il gioco in questione lo conoscete già, fate uno step in più e buttatevi sulle partite online a 9 o 12 persone, con regole e mappa home made create da un gruppo di ragazzi italiani.

Sulla Tana del Goblin o su Universi Ludici Trento si cercano sempre volonterosi giocatori per questa immersiva esperienza: provateci, la vostra vita non sarà più la stessa dopo, garantito!

Al prossimo gioco!
Anthony

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

 

#Game(r)Boy 1: A Link to the Future? (Si parliamo di Zelda)

Nero. Sonno profondo.
Una voce lontana piacevole all'ascolto riecheggia nel vuoto. La nebbia si dirada lentamente nella testa.
Voce: E' ora che tu ti svegli! Hai dormito per troppo tempo!
Gli occhi faticano ad aprirsi...sembra ieri che si siano chiusi, ma non c'è ricordo di cosa sia successo prima.
Voce: Hyrule ha bisogno di te! Solo l'antico eroe può salvarla di nuovo!
Tra le palpebre comincia a filtrare un po' di luce.
Voce: Svegliati Link, la principessa Zelda è in pericolo!
A quel nome, gli occhi si aprono del tutto e un piccolo famoso Hylian si alza di scatto dal suo giacilio di paglia.
Link: Chi sta parlando? Dove sono?

Link in tutte le sue incarnazioni!

Link in tutte le sue incarnazioni!

Probabilmente non comincerà con questo dialogo assolutamente immaginario, ma il 3 marzo arriverà la tanto attesa Nintendo Switch e forse l'ancor più atteso nuovo capitolo della serie videoludica Legend of Zelda, intitolato Breath of the Wild: quale occasione migliore per inaugurare la nuova pagina di Nerd2 dedicata al mondo dei games, se non con un omaggio a una console che è sopravvissuta più o meno intatta dalla fine degli anni '80 ai nostri giorni!

L'Immagine di presentazione del nuovo Zelda: Breath of the Wild

L'Immagine di presentazione del nuovo Zelda: Breath of the Wild

Molti di voi che leggono, probabilmente, in lontane festività, avvolte nella nebbia del tempo, avrete scritto all'oberato Babbo Natale di portarvi una fiammante console a 8bit (dicasi 8bit!), che nella sua versione più economica penso non costasse meno di 129.000 lire, ma con il classico Super Mario incluso...se siete tra i fortunati a cui mi rivolgo, di Zelda saprete già tutto, così come di Adventures of Lolo, Puzzle Bobble, Donkey Kong e compagnia...

Per tutti gli altri, rapido bignami (e a dirla tutta, la storia di Zelda non è che sia proprio un granché di fantasia)!

Comunque, il nipponico Shigeru Miyamoto, dopo un'infanzia passata a fare giretti in borghi rurali nei dintorni della ridente Sonobe, per sopravvivere alle gite festive trascorse a esplorare caverne e foreste con la famiglia, decise di far rivivere le proprie esperienze ad libitum anche a 75 milioni di ignari giocatori e creò quindi il mondo di Hyrule. 

Zelda: Twilight Princess

Zelda: Twilight Princess

Hyrule è una specie di Terra medievaleggiante, dove la bella principessa Zelda viene rapita in maniera più o meno ciclica da un cattivo dal nome improbabile, in questo caso Ganon (diminutivo di Ganondorf, che oggettivamente è meno cool, perchè suona più come un villaggio bavarese di terz'ordine), alla disperata ricerca di un'oscura reliquia, la Triforza (sigh!) che gli permetta di dominare finalmente il mondo. Qui entrano in gioco i giretti adolescenziali di Miyamoto, perchè l'ambientazione cambierà spesso, da un mondo fantasy esterno di foreste, valli e montagne a oscure caverne sotterranee, popolate dalle peggio creature.

L'eroe della situazione è altrettanto improbabile, una via di mezzo tra un elfo e uno hobbit, armato di un Pungolo/Excalibur e di uno scudo, con la passione per le sfumature cromatiche del verde e con il solito nome un po’ così: si chiama Link. Chiaro che Ganon le prende in ogni episodio.

Dov'è cominciato tutto, The Legend of Zelda per NES

Dov'è cominciato tutto, The Legend of Zelda per NES

Ogni episodio? Sì, perchè a partire dal Nintendo, NES per gli amici, passando per Super NES, Game Boy, 3DS e quant'altro, si contano più di 17 titoli dedicati all'allegro elfo/hobbit e alla sfortunata principessa perennemente rapita. Il 18° sarà appunto Breath of Wild!

Ce n'era bisogno? Forse no, perchè Zelda, assieme all'immortale Super Mario fanno parte di un periodo della nostra storia in generale e della nostra storia ludica dove tutto era più allegro e spensierato, ma sono sopravvissuti bene e se non li conoscevate, vi consiglio spassionatamente di farci due chiacchiere insieme...che sia sulla nuova Nintendo Switch (se avete i cospicui soldini per permettervela) o su qualche emulatore del vecchio NES.

E siccome questo è un portale dedicato a comics, games e nerd stuff in generale vi consiglio anche di andare a riscoprire il prequel della saga principale di Link e amici, questa volta in versione manga, edito da Edizioni BD qualche anno fa e rimodernato di recente con una perfect edition, come va tanto di moda.

Il mitico, a Link to the Pasta per SNES

Il mitico, a Link to the Pasta per SNES

Se non conoscete il mondo di Hyrule cominciate da A Link to the Past e poi mi direte!

Alla prossima!

 

 

 

#Game(r)Boy è la rubrica curata da Anthony Kingsley Frizzera, che scrive, gioca e sogna. 

Nerd 2 does Cartoomics! 5 Cose che ci sono piaciute!

Io al cartoomics con i miei acquisti. In versione sorridente firmata Emanuele

Io al cartoomics con i miei acquisti. In versione sorridente firmata Emanuele

Vi avevamo avvertiti che prima o poi avremmo iniziato a pubblicare anche review & co. bene, quel momento è arrivato! Avevo quasi convinto Alberto a occuparsi di questi post ma al momento è troppo impegnato a riprendersi dal pranzo con i suoi… per cui tocca a me (per ora.)

Domenica 13 Marzo ho approfittato della prima, vera, giornata primaverile per chiudermi dentro i padiglioni di Rho Fiera per la 22esima edizione del Cartoomics. Scherzi a parte, non c’ero mai stato e ne abbiamo approfittato con Cecilia per fare un bel giro e varie chiacchiere. Di review e commentari sui vari eventi ce ne sono quanti ne volete, quindi noi parleremo solo di 5 cose che abbiamo visto/fatto.

Ho un bel nome!

Ho un bel nome!

 

First Stop!
Non potevo non passare allo stand di Edizioni BD dove Daniele “il Rinoceronte” Daccò e Ivan Fiorelli firmavano i loro libri! - Finalmente, direte voi… eh si ci ho messo un po’. Il Rinoceronte mi ha anche fatto i complimenti nero su bianco per il mio nome, ma credo sia un po’ di parte. Avete letto L'Occhio del Rinoceronte? Se siete un po’ nerd/geek come noi e gli anni 80/90 li avete passati attorno a un tavolo con dadi di tutti i tipi non posso che dirvi: leggetelo!

Second Stop!
Visto che eravamo in pieno Nerd mood, sono passato da Orgoglio Nerd a recuperare “Area Stampa". Ultimamente mi ritrovo sempre con un casual game in borsa, e questo mi sembrava un’ottima aggiunta per convertire infedeli al gioco. #Nerdmissionario. Ovviamente ho anche comprato l’asciugamano di Orgoglio Nerd per Cecilia…

Cecilia e Tommaso Bonetti belli Sfocati ad acquisto ultimato. 

Cecilia e Tommaso Bonetti belli Sfocati ad acquisto ultimato. 

Third Stop!
Cecilia ha scoperto “Ready to Rock” un gioco che non poteva essere più adatto per fare un pensiero a un ragazzo molto rock di nostra conoscenza (you know who you are). Chissà se lo tirerà sul palco di un prossimo concerto come ha richiesto l’autore Tommaso Bonetti.

Staremo a vedere!

 

 

Fourth Stop!
Foto di gruppo dei ragazzi del collettivo di The Evil Company (che non conoscevo ma sono super contento di aver rimediato). Ho approfittato per comprare Roll Again che è sul comodino pronto per essere letto! Roll Again è un fumetto un po' fantasy e un po' urban dallo stile tragicomico, racconta le disavventure di un gruppo di giocatori a cavallo tra il reale e la fantasy e della lotta contro il gioco incarnato nella figura del master. Insomma dovrebbe proprio piacermi.

Belli loro di The evil company!

Belli loro di The evil company!

Fifth Stop!
(in verità era il pranzo ma quello ve lo evito). Io e Cecilia siamo rimasti ipnotizzati dai lavori di Davide Scianca - a me inquietano anche un po’, ma in a good way - non dico altro perché faccio parlare le immagini!

And that’s all folks! Ci vediamo dopo il Modena Play per un altro appuntamento - proverò a non metterci 10 giorni per scrivere i nostri 5 stop! (Hmm speriamo che Alberto si riprenda presto). 

Che la forza sia con voi. 
Sempre.
Daniel